giovedì 18 agosto 2016

San Donato Milanese, sequestrate sigarette di contrabbando

Continua la lotta alla merce di contrabbando sul territorio: tra San Donato e Bollate sequestrati centinaia di pacchetti di tabacchi esteri e nazionali


I finanzieri del Comando Provinciale di Milano sono entrati in azione tra San Donato Milanese e Bollate, sequestrando un’enorme quantità di sigarette di contrabbando. Le merci abusive sul territorio vanno dai tabacchi ai capi d’abbigliamento contraffatti, e per la guardia di Finanza milanese non vi è mai pace. Basti pensare che nel 2016 sono stati sequestrati oltre 250 chili di sigarette. Ancora una volta, le pattuglie sono intervenute al fine di dare uno “schiaffo” ai traffici illeciti riguardanti il tabacco, e la cessione abusiva dello stesso al monopolio a prezzo maggiorato. Questa volta i finanzieri hanno intercettato e sequestrato ben 141 pacchetti di sigarette estere e 93 confezioni di tabacchi lavorati nazionali, per un totale di 4,630 chili. Una maxi operazione che ha portato alla segnalazione di 11 persone: 5 all’Agenzia delle Dogane, e 6 all'Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato di Milano. All’interno dello stesso intervento (preceduto da costanti pattuglie anche in abiti civili, in città e provincia), sono stati altresì sequestrati molti capi d’abbigliamento contraffatti. Fonte: 7giorni

venerdì 12 agosto 2016

Rubavano moto di grossa cilindrata in tutto il territorio: 7 arresti da parte dei carabinieri di San Donato


Erano specializzati in costose moto di grossa cilindrata, che rubavano, facevano a pezzi e poi piazzavano sul mercato nero, ricavando così introiti per decine di migliaia di euro. Ci hanno pensato però i carabinieri della Compagnia di San Donato a smantellare il loro redditizio traffico, arrestandoli con le accuse di furto aggravato, ricettazione e riciclaggio. A finire in manette è stata una banda composta da 7 persone che, dal 2014 ad oggi, avrebbe messo a segno almeno una sessantina di colpi. I militari sandonatesi, al termine di una complessa indagine durata un anno, sono riusciti a ricostruire nel dettaglio il modus operandi della banda e la precisa ripartizione dei ruoli che vigeva al suo interno. Per prima cosa i fermati partecipavano ad aste on-line di moto molto costose, oppure si fingevano interessati all’acquisto di bolidi messi in vendita da privati sulle piattaforme internet. A quel punto contattavano il venditore e prendevano un appuntamento per visionare da vicino il mezzo. In questo modo potevano effettuare una sorta di sopralluogo preliminare, che serviva loro per rendersi conto di dove la motocicletta fosse custodita. A quel punto, in alcuni casi anche la notte stessa, passavano all’azione ed eseguivano il furto. La moto sottratta veniva poi caricata su un furgone e trasportata in un box a San Donato, dove veniva il più delle volte fatta a pezzi per rivenderne le parti di ricambio sul mercato nero oppure on-line. In base a quanto ricostruito dai carabinieri, 4 dei 7 arrestati (un carpianese, un sandonatese e due melegnanesi) erano gli esecutori materiali dei furti, mentre i restanti componenti (di Valera Fratta, Bascapè e Milano), fungevano da piazzisti delle parti smontate. Le indagini dei carabinieri erano partite esattamente un anno fa, nell’agosto del 2015, a seguito del furto di una Ducati consumatosi a Melegnano. La moto, grazie al Gps installato, era stata recuperata nei giorni seguenti la denuncia del proprietario proprio nel box di San Donato, accanto a numerose parti di ricambio appartenenti ad altri mezzi di provenienza ignota, molti dei quali col numero di telaio ribattuto. Da allora i militari sandonatesi hanno iniziato a dipanare l’intricata matassa, che ha gradualmente portato a disvelare le trame dell’organizzazione. In base a quanto accertato dagli uomini dell’Arma, le sottrazioni dei bolidi a due ruote venivano messe a segno principalmente nel Sudmilano, ma anche nelle provincie di Lodi, Pavia, Como e Bergamo. Tuttavia è emerso come la banda avesse contatti per i furti persino in Piemonte ed Emilia Romagna. Gli arrestati, tutti cittadini italiani, sono volti noti alle forze dell’ordine per precedenti reati contro il patrimonio. Le indagini dei carabinieri di San Donato sono però tutt’altro che concluse e si stanno concentrando sulla rete dei ricettatori, che potrebbe essere molto più vasta. Fonte: 7giorni

mercoledì 10 agosto 2016

Un passo avanti per Rocca Brivio: il bene non si vende e i Comuni diventano comproprietari

San Giuliano, San Donato e Melegnano uniti per garantire un futuro ad uso pubblico dello storico complesso monumentale, fiore all’occhiello del Sudmilano

Rocca Brivio non finirà in mano ai privati ma resterà un bene pubblico, di cui acquisiranno la comproprietà i Comuni di San Giuliano, San Donato e Melegnano. Questo, in sostanza, l’esito del dibattito apertosi tra le tre Amministrazioni Comunali sulle strategie da intraprendere per garantire un futuro al noto complesso monumentale, che rischia di essere trascinato nel baratro insieme al fallimento della società proprietaria del bene. «Siamo fermamente convinti di come sia importante - commenta il Sindaco di San Giuliano, Marco Segala - confermare l'uso pubblico di un bene come la Rocca, che dà lustro al territorio  dei nostri comuni e a tutto il Sud Milano. E' per questa ragione che stiamo procedendo di comune accordo con gli altri soggetti coinvolti per poter arrivare al rilancio di una struttura di grande valore storico e culturale. Un impegno che ribadiremo a settembre in Consiglio Comunale e che San Giuliano è disponibile eventualmente ad assumersi anche come Ente capofila». Tra i prossimi passi già programmati vi è a settembre la convocazione nei tre Comuni di Consigli Comunali che vedranno all'ordine del giorno la disamina del Piano di Liquidazione finalizzato allo scioglimento della società Rocca Brivio Sforza srl, già confermato dall’assemblea dei soci. A seguito di questo passaggio, San Giuliano, San Donato e Melegnano, insieme a Cap Holding e all'Associazione RoccaBrivio, dismetteranno la qualifica di Soci e assumeranno quella di comproprietari pro-quota della Rocca. «Il valore storico, artistico e identitario del complesso monumentale è innegabile e sotto gli occhi di tutti - dichiara il Sindaco di San Donato, Andrea Checchi - più difficile è individuare la strada giusta per conservare e rendere fruibile questo patrimonio, senza gravare sui bilanci comunali. Ci stiamo lavorando in sinergia con gli altri Soci in un'ottica che va oltre il qui e ora, perché le amministrazioni passano mentre Rocca Brivio continuerà a far parte del nostro patrimonio culturale per molto tempo». Fonte: 7giotni

San Donato: al via le grandi pulizie anti graffiti e vandalismi

Amsa sta rimuovendo circa 250 mq di imbrattamenti che deturpano la facciata del Centro Socio Sanitario di via Sergnano

Il Centro Socio Sanitario di via Sergnano sarà presto libero dalla grossa quantità di tag e scritte varie che ne imbrattano la facciata. A partire da lunedì 8 agosto, infatti, si sono messi al lavoro i tecnici di Amsa specializzati nella cancellazione dei graffiti da qualunque tipo di superficie, servizio che rientra tra le attività previste dall’appalto per la gestione dell’igiene urbana cittadina. L’intervento, attualmente in corso d’opera, consiste nella pulizia di 250 mq della facciata dalla quale saranno rimossi graffiti e sporco atmosferico, mediante operazioni di lavaggio con idropulitrice e acqua calda. Terminata la rimozione della sporcizia, operazione che interesserà tutte le pareti esterne dell’edificio richiedendo circa una settimana di lavoro, sarà applicato il prodotto antigraffiti per rendere più agevoli le successive operazioni di pulizia qualora i vandali dovessero tornare a deturpare il decoro del polo dedicato a Carlo Urbani, primo medico a identificare e classificare la Sars (Sindrome respiratoria acuta grave). «L’intervento – spiega l’Assessore alle politiche ambientali, Andrea Battocchio – è volto a ripristinare il decoro di uno degli edifici pubblici della città preso di mira dai vandali. Come Amministrazione abbiamo ben evidenziato la differenza tra creatività e inciviltà. Ne è dimostrazione l’originale “street gallery” di via Greppi, decorata dalle opere di alcuni dei più importanti artisti di strada italiani. Mentre queste meritano di essere valorizzate, riteniamo che non ci debba essere spazio per chi non ha rispetto per i beni comuni e, più in generale, per quelli altrui». Fonte: 7giorni

venerdì 5 agosto 2016

San Donato, accoltella un uomo e fugge nel nulla


L'aggressore, un 24enne di origini sudamericane, avrebbe dovuto essere agli arresti domiciliari in via Parri

Accoltella un uomo all'addome e poi fugge. E' ancora latitante l'aggressore che ieri notte ha ferito un albanese di 24 anni davanti a un bar di via Piave, una lite scoppiata per futili motivi e che ha sfiorato la tragedia. E' successo intorno alle 23.. La vittima è un giovane incensurato, mentre l'aggressore è un suo coetaneo: un 24enne di origine sudamericana, con precedenti penali. In quel bar, l'aggressore non sarebbe dovuto esserci, visto che era agli arresti domiciliari nel suo appartamento di via Parri. 
Il fatto è accaduto al quartiere Certosa, non molto lontano dalla tanto contestata piazza della Pieve: il luogo più pericoloso di San Donato, da anni al centro di grandi proteste da parte dei residenti. L'albanese era ubriaco e tra i due sono volate parole grosse, fino a quando è scattato il corto circuito. Il sudamericano ha estratto un coltello a serramanico e lo ha affondanto nella pancia della vittima. Attraverso il racconto dei testimoni, i carabinieri del Nucleo Radiomobile di San Donato hanno ricostruito l'identikit dell'aggressore. Le ricerche sono scattate immediatamente, una pattuglia è riuscito a intercettarlo vicino a casa, ma il pregiudicato è riuscito a fuggire a piedi nei campi della zona. La caccia all'uomo è ancora aperta. L'albanese non è in pericolo di vita, la prognosi dei medici è di 30 giorni. Fonte: Il Giorno

martedì 2 agosto 2016

Furti a raffica a San Donato e San Giuliano: nel mirino case, auto e aziende


Nel comune sandonatese i ladri hanno cercato di smurare una cassaforte e hanno rubato un’auto. In territorio sangiulianese è stato tentato l’assalto a un concessionario
Non si fermano le incursioni dei specialisti dello scasso sul territorio. Gli ultimi colpi in ordine di tempo sono avvenuti sui territori di San Donato e San Giuliano ai danni di appartamenti, auto e aziende, alcuni riusciti ed altri solo tentati. Nella notte tra domenica 31 luglio e lunedì 1 agosto sono stati nuovamente i residenti di via Kennedy a San Donato a contattare i carabinieri dopo che, nella nottata precedente, erano stati già svuotati ben 4 appartamenti. L’abitante che ha telefonato al 112 ha raccontato di essere stato svegliato di soprassalto da alcuni forti rumori in sequenza, come se qualcuno stesse prendendo un muro a colpi di mazza. I carabinieri si sono precipitati sul posto, ipotizzando che una banda stesse tentando di smurare una cassaforte. I ladri, però, sono riusciti a fuggire a bordo di una Mercedes grigia, pare senza riuscire di fatto a portarsi via nulla. Pochi minuti dopo i militari hanno dovuto convergere rapidamente su via Montegrappa, dove invece un appartamento era stato completamente ripulito. Sempre a San Donato, questa volta in via Civesio, nel mirino di ignoti malviventi è finita un’auto parcheggiata, precisamente una Ford Mondeo station wagon, che è stata portata via con facilità. Interessati alle auto erano anche i ladri che, sempre nella stessa notte ma questa volta in via Liberazione a Sesto Ulteriano, hanno tentato di assaltare un concessionario Volkswagen. In questo caso fortunatamente il blitz è andato a vuoto perchè, all’entrata in funzione del sistema d’allarme, i banditi si sono dati alla fuga. Il titolare dell’autosalone si è recato sul posto con i carabinieri e non ha trovato nessuno, se non i chiari segni di un tentativo di effrazione. Gli uomini dell’Arma hanno già acquisito le immagini del sistema di videosorveglianza, nella speranza di ricavarne degli elementi utili alle indagini. Fonte: 7giorni

giovedì 28 luglio 2016

Rapinava le sue vittime con una siringa insanguinata: bulgaro arrestato a San Donato


Non potrà più aggredire e derubare nessuno un bulgaro 37enne senza fissa dimora che, nella giornata di mercoledì 27 luglio, è stato arrestato dai carabinieri della Compagnia di San Donato. L’uomo adottava un modus operandi piuttosto macabro, cioè puntava al collo delle sue vittime una siringa insanguinata e poi mostrava loro un bigliettino recante la scritta “Dammi i soldi, ho l’Aids”. A quel punto la persona colta di sorpresa non poteva fare altro che esaudire la richiesta e consegnare al malvivente i propri averi. I carabinieri sandonatesi ritengono che sia stato proprio lui l’autore, il 13 luglio scorso, dell’aggressione ai danni di una dog sitter 40enne che stava portano un cane a passeggio al parco Tre Palle, a San Donato. In quella circostanza il bulgaro aveva estratto la siringa puntandola all’indirizzo della donna e poi le aveva strappato con violenza la borsetta, facendola cadere rovinosamente a terra. Quella era stata però solo l’ultima rapina in ordine di tempo perpetrata dal 37enne. Gli uomini del’Arma, infatti, gli hanno attribuito almeno altri due colpi messi a segno nel corso del mese di luglio. Ad inizio mese gli stessi carabinieri lo avevano “pizzicato” nel piazzale del Policlinico sandonatese, dove si era appena impossessato dello smartphone di un paziente. In quel caso le forze dell’ordine non avevano potuto fare molto, se non denunciarlo a piede libero. Pochi giorni dopo, però, l’uomo aveva colpito ancora, questa volta nei pressi dell’ospedale Fatebenefratelli di Milano, dove l’aliquota Radiomobile dei carabinieri meneghini lo avevano arrestato per il furto di un portafogli. In quel caso il Giudice gli aveva concesso la misura cautelare alternativa dell’obbligo di firma presso la caserma dei carabinieri di San Donato, in via Maritano, dove però il 37enne non si è mai presentato. Il 13 luglio, infine, il malvivente ha colpito nei pressi del parco Tre Palle ed era riuscito a dileguarsi nel nulla. Almeno fino al 27 luglio, quando i militari sandonatesi lo hanno rintracciato ed arrestato ancora nei pressi del Policlinico cittadino, dove probabilmente stava preparando qualche altro blitz. Fonte: 7giorni

mercoledì 27 luglio 2016

Incidente mortale in A1: muore 79enne in viaggio con il marito


Non ce l’ha fatta D.F.M.T., una 79enne residente a Milano, deceduta a seguito delle gravi ferite riportate in un tragico incidente stradale verificatosi lungo l’Autostrada A1, che ha coinvolto ben 5 mezzi. Tutto è accaduto attorno alle 5:30 del mattino di martedì 26 luglio, nel tratto compreso tra Melegnano e San Giuliano. In base alla ricostruzione effettuata dalla polizia Stradale, ad innescare il sinistro è stata la perdita di due pluviali in rame da parte di un camionista che, probabilmente non avvedutosi dell’accaduto, ha proseguito la sua corsa. I due manufatti in metallo sono rimasti in mezzo alla carreggiata e, poco dopo, un autocarro gli è finito contro. A sua volta il mezzo pesante è stato tamponato proprio dalla Ford Fiesta a bordo della quale viaggiavano la 79enne e il marito, che si trovava alla guida. In questo caso l’impatto non si è rivelato particolarmente violento, infatti il camionista e i coniugi sono usciti dai rispettivi mezzi per sincerarsi dei danni. Quando marito e moglie sono risaliti a bordo della loro vettura, però, gli è piombata addosso una Fiat Croma, che li ha fatti carambolare nuovamente contro il mezzo pesante, questa volta però con estrema violenza. Successivamente nell’incidente sono rimaste coinvolte altre due auto. La 79enne è morta praticamente sul colpo, schiacciata nell’abitacolo della Fiesta trasformatosi in un groviglio di lamiere. La centrale del 118, viste le proporzioni del sinistro, ha inviato in loco tre autoambulanze e l’elisoccorso di Como, successivamente raggiunti anche dai vigili del fuoco di Milano. All’arrivo dei soccorritori, però, per D.F.M.T. non c’era già più nulla da fare. Nel complesso il personale sanitario ha soccorso 5 feriti non in gravi condizioni, che sono stati smistati tra gli ospedali di Melegnano, San Donato e Rozzano. Intanto, per consentire lo svolgimento delle operazioni di soccorso protrattesi per circa tre ore, la polizia Stradale ha chiuso al traffico il raccordo tra la A1 e la Tangenziale Ovest, circostanza che ha mandato letteralmente in tilt il traffico del territorio. Fonte: 7giorni

Ladri d’appartamento in fuga tentano di speronare i carabinieri


Si è rivelata purtroppo infruttuosa la caccia serrata dei carabinieri ad una banda di professionisti dello scasso che, dopo aver messo a segno un colpo, sono fuggiti a tutta velocità per le strade del territorio. I ladri sono entrati in azione nella notte tra lunedì 25 e mercoledì 26 luglio a Melegnano, nel quartiere Giardino, prendendo di mira un’abitazione al secondo piano di una palazzina. Dopo aver forzato la portafinestra del balcone, gli sconosciuti hanno fatto razzia di due smartphone e un pc, approfittando dell’assenza dei proprietari, e poi si sono allontanati. Alcuni residenti, però, sono riusciti a notarli mentre salivano a bordo di una Audi A6 ed hanno avvisato i carabinieri. In pochi istanti i militari si sono precipitati in loco e, quando i ladri hanno visto giungere le pattuglie, sono fuggiti a tutta velocità. Il guidatore dapprima si è diretto verso Cerro al Lambro, poi ha imboccato la Binasca ed ha puntato verso Carpiano, sempre con i carabinieri alle calcagna. A quel punto, nel tentativo di scrollarsi di dosso gli inseguitori, l’auto ha fatto inversione di marcia, dirigendosi a tutta velocità contro la volante dei carabinieri che, per cercare di fermare i fuggitivi, si era messa di traverso sulla Binasca. Dopo aver quasi speronato la vettura delle forze dell’ordine e il carabiniere che era sceso, l’Audi ha puntato verso San Giuliano, dove è riuscita a far perdere le proprie tracce una prima volta. Nel mentre, i militari della Compagnia di San Donato si sono mobilitati ed hanno iniziato a setacciare il territorio, disponendo posti di blocco lungo le possibili vie di fuga. Per un attimo i fuggitivi sono stati riagganciati lungo la via Emilia, a San Donato, dove però sono riusciti nuovamente a sparire, questa volta in via definitiva. Ad ogni modo i carabinieri sono riusciti ad annotarsi la targa dell’Audi, che è risultata in realtà appartenere ad una Lexus cui, nei giorni precedenti, era stata rimossa all’insaputa del proprietario. Fonte: 7giorni
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