sabato 19 agosto 2017

Scivola e vola giù da 15 metri: muore 74enne di Opera sulle rocce svizzere

La vittima è Rosa Panicola, stava facendo un’escursione a Sessa

Opera (Milano), 15 agosto 2017 - Si era staccata dal gruppo di amici ed era rimasta sola, su quel sentiero di montagna. La polizia cantonale ha dato poche informazioni sull’incidente che è avvenuto ieri mattina. Una caduta tra le rocce di Sessa, nel Canton TicinoRosa Panicola74 anni, è precipitata e morta, riversa nell’acqua del rivo che scorre sotto le montagne. Era residente a Opera da poco, viveva da sola, non era sposata e non aveva figli, l’anziana che si trovava in vacanza al fresco della Svizzera. Alle 11.30 di ieri mattina camminava su un sentiero, vicino alla cascata della Pevereggia, a due passi dal confine con l’Italia. Lì dove i turisti vanno a fare lunghe passeggiate tra i boschi, immersi nella natura, lontani dal traffico, dai rumori. Nel silenzio assoluto. Un silenzio forse interrotto dall’urlo dell’anziana, che è precipitata da una di quelle rocce, volando giù per 15 metri. Con lei, i compagni di viaggio, milanesi, che però erano rimasti indietro nella passeggiata. Forse si era allontanata per scattare una foto, un ricordo di quella escursione, e si è sporta troppo, mettendo un piede in un punto scivoloso e fangoso.

È bastato poco per farla scivolare e farla precipitare giù. O magari è stato un malore a farla cadere. I soccorsi l’hanno ripescata nell’acqua, quando ormai non c’era più nulla da fare. Morta sul colpo, o pochi istanti dopo aver sbattuto il corpo e la testa contro le rocce. C’è andata la Croce Verde e gli operatori della Rega, la Guardia aerea svizzera di soccorso, a provare a rianimare la donna, ma era troppo tardi e ogni tentativo è stato vano. La polizia ha aperto un fascicolo: l’inchiesta, con i relativi rilievi e l’ascolto dei testimoni, dovrà cercare eventuali responsabilità. Ma tutto, almeno per ora, fa pensare a una disgrazia. Fonte: Il Giorno

venerdì 18 agosto 2017

Barcellona, furgone contro folla sulla Rambla, 13 morti e 80 feriti

"I terroristi non sconfiggeranno mai un popolo unito che ama la libertà di fronte alla barbarie. Tutta la Spagna sta con le vittime e le famiglie", ha scritto su Twitter il premier spagnolo Mariano Rajoy, dopo l'attentato.

mercoledì 9 agosto 2017

LA CAMPAGNETTA È DIVENTATA DEI SANDONATESI

Questa mattina è stato sottoscritto l’atto notarile che sancisce il passaggio al Comune dell’area verde alle spalle di via Di Vittorio

Una nuova tappa verso il Parco Gustavo Hauser. Oggi è stato sottoscritto l’atto di permuta che stabilisce il passaggio della Campagnetta al Comune a fronte della cessione di un’area in via Ravenna. Il documento notarile è stato firmato questa mattina a San Giuliano Milanese nello studio del notaio Francesco Lacchi dal Dirigente dell’area tecnica, Giovanni Biolzi, e dal proprietario dell’area alle spalle di via Di Vittorio, Francesco Cavagna.

L’accordo prevede il passaggio della proprietà al Comune dei 53.400 metri quadrati che compongono la Campagnetta. In cambio, come previsto dalla deliberazione 6 del 20 febbraio del Consiglio Comunale, l’Ente ha ceduto una superficie pari a 5.230 metri quadri nella zona di via Ravenna. A tutela del Comune, e nell’ottica della realizzazione di un parco cittadino, nell’atto è stata inclusa una condizione sospensiva della permuta. In capo alla controparte, infatti, è stato posto l’onere della realizzazione del Piano operativo di bonifica, quantificato in un importo di poco inferiore al mezzo milione di euro.
«La Campagnetta – dichiara il Sindaco Andrea Checchi – è diventata finalmente un patrimonio collettivo dei sandonatesi. In contemporanea con la necessaria fase di bonifica del terreno, nei prossimi mesi, coinvolgeremo i cittadini del quartiere in un percorso di progettazione partecipata. Tutti insieme daremo forma al Parco Gustavo Hauser». CS del Comune di San Donato Milanese

mercoledì 2 agosto 2017

San Donato, progetto milionario per il centro direzionale Eni

Aggiudicato il contratto per l’attesissimo Sesto Palazzo Uffici

Aggiudicato il contratto per l’attesissimo Sesto Palazzo Uffici, un investimento da 171 milioni di euro per realizzare il nuovo quartier generale di Eni. L’appalto è andato a Salini Impregilo, un gruppo industriale specializzato nella realizzazione di grandi opere, attivo in più di 50 paesi nel mondo, con 35mila dipendenti e un giro d’affari annuale di circa 6,1 miliardi di euro. Approvato all’inizio del primo mandato del sindaco Andrea Checchi, il progetto del campus Eni è rimasto al palo per quasi cinque anni. Il cambio ai vertici del colosso dell’energia e la nuova politica di contenimento dei costi, ha infatti portato ad una battuta di arresto, sbloccata negli ultimi giorni. Il nuovo centro direzionale sarà realizzato nell’area a sud-est della città, nella zona di via De Gasperi, sulla base di un progetto dello studio statunitense di architettura Morphosis Architects, guidato dal «premio Pritzker» per l’architettura, Thom Mayne. Il complesso sarà costituito da tre edifici direzionali, una mensa aziendale, un centro conferenze e uno spazio espositivo. 
Ospiterà 4.600 postazioni di lavoro e grande attenzione sarà data all’efficienza operativa per ottenere significativi risparmi nei costi di gestione. Il progetto, da completare entro 30 mesi, è stato concepito in modo da ricevere il certificato «Leed Gold», un riconoscimento accordato in considerazione della sua efficienza energetica. I tre uffici direzionali saranno connessi da ponti di collegamento. L’Icon Tower sarà l’edificio più alto del complesso, con undici piani fuori terra e ospiterà circa 1.300 postazioni di lavoro. La Landmark Tower sarà invece la struttura più grande, con una superficie di 23.700 mq, sui 65mila totali, distribuita su nove piani. L’edificio centrale sarà rappresentato dalla Skygarden Tower, che ospiterà anche un centro congressi. Alla realizzazione dell’opera parteciperà anche Lamaro Appalti. Rimangono da sciogliere alcuni nodi sulla viabilità per il grande afflusso di traffico che il nuovo complesso porterà in città.Fonte: Il Giorno

lunedì 31 luglio 2017

Melegnano: suv si schianta contro il casello dell’autostrada e lo distrugge

A bordo del mezzo si trovava una coppia di San Giuliano di ritorno dalle vacanze. Fortunatamente entrambi sono usciti illesi dalla vettura.

Spettacolare e per certi versi incredibile incidente alla barriera di Milano Sud, lungo l’autostrada A1, che miracolosamente non ha avuto alcuna conseguenza per gli automobilisti coinvolti. Tutto è accaduto attorno alle 21 di venerdì 28 luglio. Protagonista del sinistro è stata una coppia di coniugi residenti a San Giuliano che stava facendo rientro a casa dopo un periodo di vacanze a bordo del loro suv. Improvvisamente, per cause ancora da chiarire, giunto in prossimità del casello autostradale, il mezzo ha sbandato, urtando contro la cuspide e poi finendo letteralmente per impennarsi su uno dei guard rail che separano le corsie. La vettura ha poi terminato la sua corsa rimanendo incastrata in orizzontale, dopo essersi lasciata alle spalle una totale distruzione. In loco sono intervenuti i sanitari del 118, accompagnati dalla Polizia Stradale e dai Vigili del Fuoco. Considerata la dinamica del sinistro, il timore era che i due occupanti del Suv avessero riportato serie ferite, ma così non è stato: marito e moglie sono infatti usciti illesi dall’abitacolo, tanto che il trasporto in ospedale per loro non si è rivelato necessario. Gli agenti della Polstrada hanno dovuto chiudere tre corsie d’uscita dalla A1 per effettuare i rilievi e permettere agli addetti di Società Autostrade di sistemare le strutture e rimuovere le lamiere. Stando alle prime ipotesi formulate riguardo la causa dell’incidente, è possibile che il conducente abbia tentato  di cambiare corsia di accesso al casello all’ultimo momento. Fonte: 7giorni

San Giuliano: un incendio rischia di distruggere Bosco in città

Provvidenziale l’intervento dei Vigili del Fuoco. 

Bosco in città, il polmone verde sito a Zivido che corre parallelo alla via Emilia, ha rischiato seriamente di venire parzialmente distrutto da un furioso incendio, poi circoscritto e domato con rapidità dai Vigili del Fuoco. Nel pomeriggio di venerdì 28 luglio la densa colonna di fumo innalzatasi al cielo era ben visibile da tutta la città e si sono presto moltiplicate anche le segnalazioni sui social da parte dei residenti. In loco si sono precipitati i Vigili del Fuoco partiti da Melegnano, che hanno visto le fiamme bruciare all’altezza del complesso residenziale Serpenthouse, raggiunti poi dalla Polizia Locale e dall’assessore alla Sicurezza di San Giuliano, Daniele Castelgrande. Immediate sono partite le operazioni volte a circoscrivere il fuoco ed estinguerlo, onde evitare che esso divorasse altri metri quadrati di verde, conclusesi poi con esito positivo e con danni tutto sommato limitati. Ben presto è stata chiara anche la causa dello scoppio del rogo: ironia della sorte, le fiamme sono partite dal furgone in uso all’addetto che si occupa della cura del verde del bosco, probabilmente a causa di un corto circuito. Fonte: 7giorni

lunedì 17 luglio 2017

San Donato: via libera alla bonifica della Campagnetta

Il Dirigente dell’Ufficio Tecnico ha approvato il progetto per la messa in sicurezza dell’area verde alle spalle di via Di Vittorio, risultata inquinata nello strato superficiale. 

Il Piano operativo di bonifica per la Campagnetta a San Donato è stato ratificato formalmente e presto potrà così avere inizio il progetto di messa in sicurezza dell’area. Il Dirigente dell’area tecnica del Comune ha infatti siglato l’atto che certifica il via libera al Pob presentato a fine maggio da ICN, società proprietaria della porzione verde da 60mila mq alle spalle di via Di Vittorio. «Con questo nuovo passaggio formale – spiega il Sindaco Andrea Checchi – il percorso di riqualificazione della Campagnetta procede come pianificato. nella prima seduta del nuovo Consiglio comunale del 13 luglio, abbiamo ribadito la nostra intenzione di trasformare l’area verde che lambisce via Di Vittorio nel Parco Gustavo Hauser. Ciò avverrà grazie a una progettazione partecipata che vedrà il coinvolgimento diretto dei cittadini del quartiere». I piani dell’Amministrazione di trasformare l’ex canale navigabile in un grande parco pubblico erano stati fermati a marzo 2016 quando, a seguito di alcuni controlli fatti eseguire ad Arpa (Agenzia regionale per l’ambiente), era emersa la presenza di una contaminazione diffusa di metalli nello strato superficiale nel terreno. Alla luce di ciò il Comune, mediante una apposita ordinanza, aveva sospeso temporaneamente il consumo di prodotti coltivati negli orti ospitati in loco ed aveva immediatamente chiesto alla proprietà di provvedere alla bonifica dell’area. Ora, dopo una attesa durata poco meno di 1 anno e mezzo, il progetto di risanamento è stato definitivamente approvato, aprendo così la strada al nuovo futuro della Campagnetta. Fonte: 7Giorni

lunedì 10 luglio 2017

San Donato, evade dai domiciliari per andare in piscina a rubare

Evade dai domiciliare per andare a rubare in piscina. I carabinieri di San Donato Milanese hanno arrestato una pregiudicata milanese di 33 anni che, evasa dagli arresti domiciliari dalla sua residenza di Milano, è arrivata alla piscina di San Donato Milanese e è stata immortalata dalle telecamere di sicurezza mentre rubava un portafogli e un telefono cellulare dagli spogliatoi. Dopo la segnalazione da parte della gestione della piscina e l'arrivo dei militari che hanno subito visionato le immagini della videosorveglianza, la donna è è stata arrestata per evasione e furto aggravato. La refurtiva è stata restituita al derubato.Fonte: Il Giorno

Incidente al casello di Melegnano, impatto devastante: un morto e 5 feriti

È di un morto e cinque feriti il pesante bilancio di un incidente stradale avvenuto ieri pomeriggio attorno alle 18.20 sulla A1, fra la barriera di Melegnano e l’intersezione con la tangenziale est esterna. Sul posto sono intervenute cinque ambulanze, un’auto medica, vigili del fuoco e polizia stradale. Per consentire le operazioni di soccorso in sicurezza, il tratto di strada interessato dall’incidente è stato chiuso al traffico. Ai medici e paramedici si è presentata una scena complessa con numerosi feriti che inizialmente apparivano in gravi condizioni da soccorrere.
Il più grave, un uomo di 47 anni forse di origine straniera, in arresto cardiaco, è deceduto poco dopo il suo arrivo al pronto soccorso dell’ospedale Predabissi di Melegnano. Gli altri cinque feriti sono stati trasportati negli ospedali Humanitas di Rozzano, Policlinico di Milano e Ospedale San Donato. Nessuno dei feriti è in pericolo di vita.  All'origine dell’incidente ci sarebbe il ribaltamento di un’auto che poi ha invaso la carreggiata opposta scontrandosi con un’altra auto. Un impatto terribile che ha mandato in frantumi le due vetture.
Per oltre due ore la corsia sud della A1, quella in direzione Bologna, è rimasta a tratti chiusa al traffico. Come conseguenza dell’incidente, il traffico attorno al nodo autostradale di Melegnano è andato in tilt. Un chilometro di coda sulla A1 in direzione Bologna e due chilometri sulla carreggiata opposta. Code anche sulla Sp 40 fra Melegnano e Carpiano e sulla tangenziale est esterna in uscita verso Milano. La situazione è tornata alla normalità solo una volta rimossi i mezzi incidentati, a tarda sera. Fonte: Il Giorno

giovedì 29 giugno 2017

San Donato: nella lottizzazione di Monticello spuntano vari abusi edilizi. Il Comune: «Si proceda subito a sanare le irregolarità»

Un incremento volumetrico, abusivo e non consentito, che ha portato i vani interrati adibiti a locali di servizio ad un’altezza netta interna di cm. 310÷320 anziché 239, ed i locali sottotetto da un’altezza media interna variabile tra 260 e 280 cm., maggiore del limite di progetto di cm. 239. Ma anche una serie di altre irregolarità come modifiche improprie agli impianti e dei rapporti aero-illuminanti dei sottotetti, modifica dell’altezza degli edifici 21 e 22 e un incremento in pianta del piano interrato sempre dello stabile n. 21. Sulla lottizzazione dell’area di Cascina Monticello a San Donato spunta l’ombra di numerosi abusi edilizi, che ha portato allo stop forzato dei cantieri ed a una ordinanza ad hoc emessa dal Comune in data 26 giugno. Destinatari dell’atto, siglato dal dirigente dell’Area Tecnica del Comune, sono la cooperativa Il Fontanile, i direttori dei lavori e l’impresa costruttrice Penta.Ge.Co.. Preso atto che le opere edilizie sono state “Realizzate in totale difformità del permesso di costruire n. 181 del 05/11/2014”, nel documento in questione il dirigente dell’Area Tecnica ordina “di provvedere, a proprie cure e spese, alla demolizione e remissione in pristino dei luoghi indicati in narrativa entro il termine perentorio di 90 (novanta) giorni, dalla data di notifica della presente ordinanza”. L’ordinanza ha origine a seguito di una serie di sopralluoghi che i tecnici del Comune hanno effettuato presso la maxi lottizzazione da 130 unità residenziali, realizzate sull’area al confine con San Giuliano dove insisteva la storica Cascina Monticello, in parte recuperata. 

«L’ordinanza – spiega il primo cittadino appena riconfermato, Andrea Checchi – è un atto dovuto per ripristinare la legalità su un’operazione edilizia di grande entità. Spiace che a pagare le conseguenze siano decine di famiglie che attendono di entrare in possesso degli immobili in cui avevano pianificato di andare a vivere. La soluzione della questione è nelle mani della cooperativa che se metterà in pratica quanto previsto dall’atto potranno instradare la questione nella giusta direzione. Come Amministrazione, naturalmente, continueremo a vigilare a garanzia degli interessi legittimi dei cittadini e per la salvaguardia della legalità». 

L’intera questione, i cui sviluppi hanno portato alla formulazione del provvedimento datato 26 giugno, ha però suscitato le perplessità di Cesare Mannucci, leader del Centrodestra sandonatese e recentemente candidato sindaco. «Premesso che il centrodestra di San Donato auspica una soluzione positiva per le 70 famiglie che hanno investito i propri soldi per acquistare casa Monticello – ha dichiarato Mannucci – non possiamo non sottolineare la stranezza con cui l’Amministrazione comunale sia arrivata solo così recentemente ad accertare con atti ufficiali questo caso complicato e dagli aspetti non cristallini. Bizzarro infatti è che la denuncia arrivi dall'impresa di costruzione che da due anni chiede il riconoscimento dei maggiori volumi realizzati e che avvisa la direzione lavori sulle difformità commesse dalla cooperativa, e che ha dovuto autodenunciarsi in comune e al Parco Sud per far certificare il suo credito dei lavori svolti ma non autorizzati dal comune».

Aggiunge poi il portabandiera dell’opposizione: «Molto strano che una denuncia fatta ai primi di febbraio porti ad una ordinanza emessa il giorno dopo le elezioni, dopo ben quasi 150 giorni di indagini (decisamente eccessivi rispetto al normale procedimento amministrativo previsto dalla legge). Tutto ciò considerato poi che il sindaco, a fine marzo, aveva convocato i proprietari presso il comune per rassicurarli ed i termini usati non erano stati quelli dell’ordinanza di demolizione e remissione in pristino». 

Mannucci affonda quindi il colpo: «Le altre 4 ordinanze sugli edifici 3-4-5-12-13-14-17-18 riuniti in 4 concessioni distinte ci domandiamo quando allora arriveranno. A fronte di questa situazione, perché l'Amministrazione non ha mai convocato tutte le parti insieme ad un tavolo invece che fare incontri separati, senza mai di fatto fare nulla se non gli accertamenti e tenerli poi fermi fino a dopo le elezioni del 25 giugno? In questo modo non si fa buon governo della città e soprattutto non si risolvono i problemi delle 70 famiglie che rischiano ora di vedere allontanarsi il sogno di comprare una casa dopo aver investito tanti soldi».  Fonte: 7giorni

Sparatoria al comando dei vigili di San Donato, morti due vigili

 Omicidio-suicidio, intorno alle 15, al comando della polizia locale di San Donato, a pochi passi dal Comune. Al culmine di una lite, un agente ha sparato al vicecomandante, quindi ha rivolto l'arma verso se stesso. Soccorsi dal 118, erano entrambi in condizioni disperate e sono morti poco dopo l'arrivo al Policlinico. A sparare è stato Massimo Schipa, di 52 anni, il vicecomandante ucciso è Massimo Iussa, 49 anni. Sgomento e incredulità fra la gente al diffondersi della notizia. Incredulità anche fra i colleghi del comando. Sull'episodio indagano i carabinieri della compagnia di San Donato. All'origine del gesto potrebbero esserci attriti sul lavoro. Fonte: Il Giorno

martedì 27 giugno 2017

San Giuliano, appello per Carpianello: "Salviamo il borgo. Mulino e chiesa a pezzi"

Paolo Rausa, presidente dell'associazione Orizzonti, chiede un intervento di riqualificazione

"Quell'antico mulino e la chiesetta visitata da San Carlo Borromeo: urge rilanciare il borgo rurale di Carpianello, per salvare le testimonianze del passato". Dopo l’ex convento e la ex filanda di Melegnano, che da anni aspettano un intervento di riqualificazione ancora di là da venire, i riflettori si accendono su Carpianello, frazione di San Giuliano. E' Paolo Rausa, ex membro del comitato di zona e presidente dell’associazione Orizzonti, a lanciare un appello per la tutela e la conservazione di due edifici che rappresentano il nucleo primigenio del borgo e che oggi versano in uno stato d’incuria. Partiamo dalla chiesetta di San Martino, probabilmente nata da una cappella votiva di epoca longobarda. Nel 1570 fu visitata da San Carlo Borromeo, che dispose anche alcuni lavori di restauro. Nell'Ottocento la struttura venne ricostruita e ampliata; nel 1936 fu aggregata alla parrocchia di Zivido. "Ora la chiesa è chiusa - spiega Paolo Rausa, presidente dell’associazione Orizzonti -. Il borgo man mano è stato abbandonato, le strutture rurali lasciate a marcire. Alcune sono state interessate dal recupero, ma il borgo ha perso la sua identità sociale". "Con la chiusura della chiesa - prosegue Paolo Rausa - nella frazione, che pure negli ultimi tempi è stata interessata da nuove urbanizzazioni, è venuto meno il punto di riferimento spirituale". Anche il mulino, simbolo di un passato legato all’agricoltura, giace in gran parte dimenticato. "È quasi crollato, la ruota ha smesso di girare da decenni - entra nel dettaglio il presidente Rausa -. Gira voce che presto sarà soppiantato dall’ennesimo centro commerciale. Se così sarà, allora di quel borgo alla porta orientale di San Giuliano, verso il fiume Lambro, non resteranno più tracce, a meno che l’amministrazione comunale non decida di restaurare il mulino e recuperare le testimonianze superstiti della civiltà agraria trasformandolo in una biblioteca di quartiere oppure in una struttura che possa ospitare il centro sociale. Una struttura che, insieme alla chiesa riaperta al culto, riannodi i fili della storia locale di San Giuliano Milanese". L'antico insediamento di Carpianello, che fino all’Ottocento faceva Comune a sé, comprendeva anche una locanda, oggi convertita in abitazione privata. Citata nell’archivio dei Brivio (gli antichi proprietari del borgo) già nel 1531, l’osteria è stata in attività fino alla fine degli anni Settanta. Dal fabbro al carpentiere, anche le attività artigianali che un tempo avevano sede nella zona sono scomparse. Fonte: Il Giorno
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